EMORROIDECTOMIA-la scleroterapia

In che cosa consiste la scleroterapia delle emorroidi?

La scleroterapia consiste nell’iniezione di agenti chimici nei plessi emorroidari con conseguente fibrosi, cicatrizzazione, restringimento e fissazione delle emorroidi.

Tali effetti sono secondari all’obliterazione dei vasi emorroidari indotta dalla soluzione sclerosante.

Qual è la sostanza che si usa nella scleroterapia delle emorroidi?

Il fenolo al 5% in olio di mandorle, o vegetale, proposto sin già dall’inizio del ventesimo secolo è ancora oggi l’agente chimico sclerosante più usato nel mondo e l’unico usato in Inghilterra.

Disponibili in commercio ci sono sclerosanti a base di sodium morrhuate, chinino, urea cloridrato o Sodradecol. Generalmente non si usano più di 3 mL in totale; in caso di soluzioni con fenolo al 5% in olio, 3 mL possono, invece, essere utilizzati per ciascun plesso emorroidario da trattare.

Quali sono le indicazioni della scleroterapia delle emorroidi?

Le emorroidi interne non prolassanti sono quelle che maggiormente be     neficiano della scleroterapia. Sebbene occasionalmente un singolo plesso emorroidario appena protrudente l’ano possa essere trattato con successo, in genere, nei casi di emorroidi voluminose accompagnate da abbondante tessuto sottomucoso e che richiedono il riposizionamento manuale post-defecatorio, la scleroterapia è del tutto inefficace. La procedura inoltre non va eseguita nei casi di emorroidi interne associate alla presenza di trombi e ulcere dell’anoderma. Controindicazione assoluta, pena l’inefficacia del trattamento con in più dolore severo e desquamazione, sono le emorroidi esterne.

Quali sono le controindicazioni della scleroterapia delle emorroidi?

Controindicazione assoluta, pena l’inefficacia del trattamento con in più dolore severo e desquamazione, sono le emorroidi esterne.

Come si esegue la tecnica della scleroterapia delle emorroidi?

La scleroterapia è solitamente eseguita con il paziente in posizione di Jack knife o di Sims.

Inserito un anoscopio e individuati i plessi emorroidari da trattare, si procede con l’iniezione della soluzione sclerosante.

Non è necessario l’uso di soluzioni antisettiche locali né di anestetici.

Particolarmente utile è poter avere un ago con estremità distale angolata che facilità la visione attraverso l’anoscopio.

In mancanza di un ago dedicato può essere efficacemente utilizzato un ago da anestesia spinale. La punta dell’ago va introdotta nel centro del plesso emorroidario, evitando di scendere troppo verso la linea pettinata.

Una singola iniezione può essere ripetuta in ogni plesso da trattare. La formazione di un pomfo sottomucoso indica la corretta esecuzione della manovra.

Posizionamento dell’ago nel plesso emorroidario sopra la linea dentata
Iniezione della sostanza sclerosante ed immediata demarcazione dell’area ischemica

Quali sono le complicanze della scleroterapia delle emorroidi?

Per quanto riguarda le complicanze, la più frequente è la desquamazione (“sloughing”) che però è quasi sempre ascrivibile ad una non corretta esecuzione tecnica della procedura per una iniezione troppo superficiale o troppo abbondante, o per una seconda iniezione eseguita temporalmente troppo vicina alla precedente.

Altre complicanze, meno frequenti, ma proprie della metodica sono la necrosi e la trombosi emorroidaria il cui trattamento è comunque sempre conservativo.

Descritti anche casi di “stenosi chimica” del canale anale per i quali può essere necessario ricorrere ad una anoplastica.

La formazione di una bruciatura (“burning”) del canale anale è una complicanza tardiva, anch’essa infrequente, e conseguente a scleroterapie ripetute nel tempo.

Questa complicanza è solo parzialmente responsiva ai comuni presidi topici e può essere sintomatologicamente molto debilitante.

Anche episodi di batteriemia possono rappresentare una complicanza della scleroterapia. Anche se ciò quasi mai determini una setticemia, indica la necessità di una terapia antibiotica profilattica soprattutto nei soggetti a rischio.

Sono state descritte altre complicanze molto rare, quali sepsi urologica, ascesso della prostata e delle vescichette seminali, epididimite, fistola uro-perineale, fascite perineo-scrotale necrotizzante, perforazione rettale, shock settico.

Quali sono i risultati della scleroterapia delle emorroidi?

Scarsi risultati a lungo temine, 4 anni, sono riportati da Santos che descrive la tecnica come efficace solo a breve termine.

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